Regione Liguria “più realista del re”.  Lo sostiene la Cisl Scuola, commentando il piano di dimensionamento delle scuole di cui è imminente il varo e su cui si è svolta oggi un’audizione dei sindacati da parte della Commissione V del Consiglio Regionale. Secondo la Cisl Scuola, la Regione avrebbe adottato rigidamente i criteri numerici stabiliti dalla legge senza tener conto, come avrebbe potuto, dei margini di flessibilità riconosciuti dal Ministero in fase di applicazione delle norme. Ne è scaturito un piano in cui il numero delle istituzioni accorpate risulta superiore a quello risultante fra gli obiettivi indicati dal MIUR. Ciò appare ancor più sorprendente se si considera che la Regione Liguria, insieme ad altre, ha impugnato di fronte alla Corte Costituzionale le norme di legge che impongono il dimensionamento, ritenendo che ciò configuri una violazione delle sue competenze.

 Se anziché osservare rigidamente il criterio dei mille alunni come consistenza minima delle nuove scuole si fosse seguita l’indicazione ministeriale scaturita a seguito di un serrato confronto con le organizzazioni sindacali (assumere il valore 1.000 come media di riferimento in ambito regionale) si sarebbero potute evitare soluzioni che appaiono in taluni casi difficilmente gestibili sul piano della funzionalità organizzativa e didattica, o che rischiano di scatenare un forte contenzioso.

Non è, quella della Cisl Scuola, una bocciatura “in toto” del piano,  né viene condivisa, dalla Cisl, la richiesta di rinvio avanzata da altri sindacati; una richiesta che oltre a non avere alcuna probabilità di essere accolta,  metterebbe in discussione, senza plausibili ragioni, anche quelle operazioni che risultano accettabili perché equilibrate e sostenute da ampio consenso.  La Regione utilizzi piuttosto in modo selettivo i margini di flessibilità di cui dispone – è la proposta della Cisl – per sospendere e rivedere gli interventi su cui emergono le più forti criticità.

La Cisl Scuola continua nel frattempo, a livello nazionale, a premere per una stabilizzazione degli organici del personale ata , al fine di evitare possibili ricadute in negativo sulle dotazioni di personale a seguito degli accorpamenti. Una prima risposta potrebbe venire proprio dal decreto sulla semplificazione, se venisse accolta la richiesta di congelare gli organici attuali, senza ulteriori tagli per il nuovo anno scolastico.

Dal link il testo della “memoria” consegnata nel corso dell’audizione di oggi alla Commissione V.

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